lunedì 6 maggio 2019

LA LEGGE SULL'AUTOGESTIONE OPERAIA IN U.R.S.S. (30/6/1987)


La legge sull'autogestione operaia sovietica voluta da Michail Gorbaciov, approvata dal Soviet Supremo dell'URSS il 30/6/1987, entrata in vigore il 1/1/1988
Il 1/1/1989 tutte le fabbriche sovietiche, prima gestite secondo il principio del Capitalismo di Stato, erano ormai passate all'autogestione. 
Gorbaciov è stato spinto a questa riforma dall'osservazione dell'esperienza del sindacato cattolico polacco Solidarnosc, che, sia pure dopo un'impari lotta con il regime polacco, ottenne in Polonia l'applicazione di un'analoga legge sull'autogestione, grazie anche al decisivo intervento in tal senso della Conferenza Episcopale Polacca e di San Giovanni Paolo II.
Segnalo l'art. 1 della legge, dove leggiamo che la legge sull'autogestione ha lo scopo "di soddisfare nella misura in cui e' possibile i bisogni materiali, culturali e SPIRITUALI degli individui". Mentre il Corporativismo di Stato fascista ed il Capitalismo di Stato stalinista opprimevano la liberta' umana con l'imposizione da parte della burocrazia politica del Partito-Stato di una ideologia politica di Stato, che oscurava la liberta' umana perche' proveniva dai padroni delle stesse vite dei cittadini, l'autogestione libera l'uomo sia sul piano materiale che SPIRITUALE e CULTURALE, come giustamente fa notare il legislatore in questa legge, che e' evidentemente rivolta ad un popolo di grande religiosita' come quello russo. Del resto, all'ultimo congresso del PCUS, Gorbaciov ribadi' che la "rinascita spirituale e' essenziale come l'ossigeno alla societa'".
La presenza, probabilmente non del tutto consapevole, di elementi della cultura Cristiana alla base dell'antropologia gorbacioviana, e' rilevabile nei continui riferimenti di Gorbaciov alla PERSONA e alla FAMIGLIA NATURALE, contenuti nel suo libro intitolato Perestrojca ed in altre sue opere. Tale visione antropologica di tipo cristiano lo rese inviso alla nomenklatura stalinista, che organizzo' il colpo di Stato del 1991.

Nessun commento:

Posta un commento