La
legge sull'autogestione operaia sovietica voluta da Michail Gorbaciov,
approvata dal Soviet Supremo dell'URSS il 30/6/1987, entrata in vigore
il 1/1/1988.
Il 1/1/1989 tutte le
fabbriche sovietiche, prima gestite secondo il principio del Capitalismo
di Stato, erano ormai passate all'autogestione.
Gorbaciov è stato
spinto a questa riforma dall'osservazione dell'esperienza del sindacato
cattolico polacco Solidarnosc, che, sia pure dopo un'impari lotta con il
regime polacco, ottenne in Polonia l'applicazione di un'analoga legge
sull'autogestione, grazie anche al decisivo intervento in tal senso
della Conferenza Episcopale Polacca e di San Giovanni Paolo II.
Segnalo l'art. 1 della legge, dove leggiamo che la legge
sull'autogestione ha lo scopo "di soddisfare nella misura in cui e'
possibile i bisogni materiali, culturali e SPIRITUALI degli individui".
Mentre il Corporativismo di Stato fascista ed il Capitalismo di Stato
stalinista opprimevano la liberta' umana con l'imposizione da parte
della burocrazia politica del Partito-Stato di una ideologia politica di
Stato, che oscurava la liberta' umana perche' proveniva dai padroni
delle stesse vite dei cittadini, l'autogestione libera l'uomo sia sul
piano materiale che SPIRITUALE e CULTURALE, come giustamente fa notare
il legislatore in questa legge, che e' evidentemente rivolta ad un
popolo di grande religiosita' come quello russo. Del resto, all'ultimo
congresso del PCUS, Gorbaciov ribadi' che la "rinascita spirituale e'
essenziale come l'ossigeno alla societa'".
La presenza,
probabilmente non del tutto consapevole, di elementi della cultura
Cristiana alla base dell'antropologia gorbacioviana, e' rilevabile nei
continui riferimenti di Gorbaciov alla PERSONA e alla FAMIGLIA NATURALE,
contenuti nel suo libro intitolato Perestrojca ed in altre sue opere.
Tale visione antropologica di tipo cristiano lo rese inviso alla
nomenklatura stalinista, che organizzo' il colpo di Stato del 1991.
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