mercoledì 28 settembre 2011

Le quattro giornate

 


28
SET
2011
19:20 - 

Per quattro lunghissime giornate la popolazione partenopea si è battuta contro l'accupante nazifascista, con ogni sorta di mezzo, senza alcuna esclusione di colpi, sopperendo alla disorganizzazione propria di una popolazione pacifica, e alla mancanza di armi, in virtù dell'’entusiasmo e alla proverbiale arte di arrangiarsi. E' la storia della insurrezione d'una comunità, di un popolo, di una città. Vi sono momenti di vita ordinaria e ordinata e vi sono momenti in cui si vive da protagonisti. Nel caso della città di Napoli, le quattro giornate, quelle che hanno scandito la cacciata dei tedeschi e l'arrivo degli alleti,  hanno rappresentato un fulcro imprenscindibile per la comunità partenopea nella partecipazione alla resistenza; tali momenti possono certamente essere ascritti alla seconda categoria. Ciò per tutta una serie di vicende. La città protagonista dunque, come dimostra la partecipazione assai variegata e assai ampia all'insurrezione:  vi sono stati militari, vi sono stati civili, intelletuali, studenti. E poi una partecipazione straordinaria di donne e di ragazzi. E a proposito di ragazzi vale la pena affermare che spesso si è un po' ecceduto nell'esaltare questi protagonisti giovanissimi.  La presenza attiva di costoro ha addirittura messo un pò in ombra il carattere politico e sociale dell'avvenimenmto.Ritengo comunque importante il fatto che tanti giovani siano scesi nelle strade, fra le barricate con vero sprezzo del pericolo, sacrificando le proprie giovani vite. Ciò  vale  più di qualsiasi altro commento per significare quale sia stato il contributo alla resistenza. Per questo ritengo indispensabile postare la voce viva di uno dei protagonisti che animarono quelle giornate e che rappresenta un esempio encomiabile  per tutti i napoletani. Costoro avranno, da esempi come questi, di che nutrire la loro  memoria.
Oggi, purtroppo, ci stiamo dimenticando di quanto fecero i napoletani, col loro coraggio e la loro intrepida azione.

Abituati come siamo alla rimozione storica del passato abbiamo gettato nelle ortiche anche questa data. Meditate...gente... meditate.

Di Pierluigi Delle Stelle  pubblicato su Resistenza Rossa (splinder).

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