lunedì 25 aprile 2011

Liberazione


25
APR
2011
11:37 - PEDRO - 
A rotative ferme, senza giornali in edicola, urge la necessità di ricordare una giornata importante come questa.
La memoria è un diritto-dovere, tanto più quando quello che tramanda è il sempiterno valore della libertà.

Non per nulla, oggi, è la giornata della Liberazione. Liberazione dal Nazifascismo e dalla guerra. Non è un caso se ho scritto: "NAZIFASCISMO", poiché i due movimenti furono uniti dall'inizio alla fine. Chi vuole scinderli lo fa solo per cercare di mestare nel torbido, per confondere le acque e scindere un fascismo "buono" dal nazismo cattivo. E' una volgare mistificazione, che non fa onore alla verità, poiché la strumentalizza per ovvi fini utilitaristici.
Dimenticare di ricordare questo evento equivale ad offendere quanti caddero per la nostra amata patria.
La patria, è bene sottolinearlo, non era quella di Salò, ma quella che si venne a creare dopo la LIBERAZIONE.
La repubblica di Salò era uno stato fantoccio, retto da criminali. Crediamo davvero difficile, per non dire impossibile, concedere pari dignità belligeranti sia ai partigiani che combatterono per la libertà, sia ai repubblichini che si resero responsabili di eccidi contro la popolazione inerme; sarebbe come mettere sullo stesso piano le vittime di Marzabotto, di Boves, di Sant'Anna di Stazzena e di altri numerosi eccidi, con i corpi dei fascisti esposti in piazzale Loreto. Quei morti non sono identici, non hanno le medesime responsabilità, non condividono le stesse colpe. Quei morti gridano vendetta! Per questo non è possibile assolutamente riconoscere ai cosiddetti "Ragazzi" di Salò la qualifica di esercito belligerante animato da "nobili" ideali. Quelli erano ideali criminali! E se oggi ci ritroviamo fra i banchi del senato qualche ex responsabile ad Avanguardia Nazionale che rivendica il diritto a cancellare persino la disposizione transitoria e finale che vieta la ricostituzione del Partito fascista, questo lo dobbiamo anche alla Scuola che poco ha fatto per inculcare nei ragazzi italiani il nesso inscindibile fra resistenza e Costituzione. Purtroppo, il denaro ha cambiato tutto, ha sovvertito l'ordine delle cose. Inutile pensare quale sarebbe stato l'orizzonte se si fosse portata a termine la rivoluzione. Nulla, meglio della retorica buonista, avrebbe potuto occultare la memoria della guerra partigiana. E forse non è casuale che certe istanze, certe proposte indegne vengano a galla oggi, nel regno del dio denaro.


Di Pierluigi Delle Stelle  pubblicato su Resistenza Rossa (splinder).